glossario
Il contesto sociale e lavorativo sta attraversando una rapida evoluzione che porta con sé un cambiamento anche nel linguaggio. Negli ultimi anni a seguito della pandemia prima e della digitalizzazione poi, il mondo del lavoro sta attraversando una radicale trasformazione che porta con sé un interessante aggiornamento del linguaggio: sono emersi, infatti, numerosi neologismi che riflettono le sfide e le opportunità di una realtà in rapida e continua evoluzione. Vi proponiamo un di “glossario” che sarà continuamente aggiornato, una finestra su come stia cambiando il modo ci relazioniamo al mondo del lavoro. Vogliamo accendere delle piccole “spie luminose” che monitorano la nostra evoluzione per costruire un nuovo alfabeto per il futuro.
#MISMATCH
Nel mercato del lavoro la mancata corrispondenza della domanda di lavoro da parte delle imprese con l’offerta di lavoro da parte dei lavoratori viene comunemente definita come mismatch. Il termine evidenzia un problema che negli ultimi anni si è rivelato di grande importanza nel contesto italiano: sebbene infatti le imprese sembrino programmare un gran numero di assunzioni, trovare canditati ideali si rivela per loro molto più arduo di quanto si possa prevedere guardando semplicemente al tasso di disoccupazione, quindi alle persone che dichiarano di cercare attivamente un lavoro.
#HUSTLECULTURE
La cultura che insegna che bisogna ambire a sempre di più. Secondo i dati sullo stato attuale del mondo del lavoro in Europa solo il 14% dei dipendenti è davvero coinvolto nella propria attività lavorativa. Un dato che fa riflettere su quanti manchi un punto d’incontro su aspirazioni e progetti di vita da una parte e percorso di carriera dall’altra.
#BURNOUT
Il termine identifica uno stato di uno stato di esaurimento sul piano emotivo, psichico e mentale. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il burnout indica di fatto un “fenomeno occupazionale”, una “sindrome” che è il risultato di condizione di stress cronico, sul luogo di lavoro, non bene gestita.
#WORK LIFE BALANCE
Con il questo termine si intende letteralmente l’equilibrio tra la vita privata e il lavoro. Si tratta quindi della capacità di far convivere la sfera lavorativa con quella privata. Per il 60,5% dei lavoratori italiani il work life balance è la priorità nella scelta di un’attività lavorativa.
#QUITEQUITTING
Letteralmente significa “abbandono silenzioso”. Negli ultimi anni (soprattutto post-covid) il quite quitting è diventato un fenomeno che rischia di avere un impatto importante nel mondo del lavoro perché riflette la scelta di eseguire il minimo indispensabile nel rispetto delle proprie mansioni lavorative e del proprio orario di lavoro scegliendo di lavorare nei tempi e nei modi indicati dal contratto senza fare straordinari o assumersi responsabilità straordinarie.
Il quiet quitting domina la classifica dei trend più diffusi su TikTok, con oltre 806 milioni di visualizzazioni.
#QUITEINFLUENCER
Secondo i dati d’indagine sul mercato del lavoro, più di due terzi dei lavoratori prendono in considerazione l’idea di licenziarsi se vedono altri farlo, mentre il 50% si dimette effettivamente. Si tratta di un “effetto domino” che riguarda soprattutto le giovani generazioni, che hanno il 25% di probabilità in più di essere influenzate dai colleghi ad abbandonare il posto di lavoro.
#GREATRESIGNATION
La Great Resignation è un fenomeno in crescita. Sempre più persone decidono di rassegnare le dimissioni dal proprio impiego. Questo esodo è alimentato da una varietà di motivazioni, principalmente legate a un senso di insoddisfazione e alla ricerca di nuove opportunità di crescita.
In particolare, sono i giovani della cosiddetta generazione Z a guidare questo cambiamento, poiché sempre più spesso preferiscono anteporre la propria felicità personale alla sfera lavorativa.
Questo termine è stato utilizzato per la prima volta negli Stati Uniti, ma negli ultimi anni ha avuto una portata globale. Più di un lavoratore italiano su due, infatti, sta cercando un nuovo posto di lavoro o inizierà a farlo.
#GENDER GAP
In italiano significa “divario di genere”, vale a dire la disuguaglianza che intercorre tra la situazione, in questo caso lavorativa, maschile e quella femminile. Di conseguenza con il termine gender pay gap si indica il divario retributivo tra i due generi, a parità di ruolo e quantità di ore lavorate.
#GENERATION GAP
Oltre al gender gap c’è anche il cosiddetto “age gap”, ossia la differenza di trattamento – non solo salariale – tra i giovani che lavorano in azienda, anche con ruoli manageriali, e i colleghi anziani.
#MOBBING
Termine che indica un comportamento persecutorio nei confronti di una persona soprattutto in ambiente lavorativo.
#BUSY BRAGGING
Se siamo sempre molto impegnati, oggi in teoria vuol dire che siamo molto richiesti e competenti e di conseguenza il nostro valore aumenta. È questa la spirale del “busy bragging”, la tendenza a vantarsi di essere sempre occupati e che ci porta a sentirci soddisfatti di noi stessi solo se non abbiamo neanche una mezz’ora di tempo libero. Il busy bragging è un fenomeno molto diffuso sui social e in forte aumento negli ultimi anni, con i ritmi della rivoluzione tecnologica che, insieme ai dettami del nostro sistema socioeconomico, chiedono a produttori e lavoratori di essere sempre più veloci e dediti alla produzione.
#GIG ECONOMY
La Gig Economy è una nuova forma di organizzazione economica basata sul lavoro a progetto, on-demand, freelance e occasionale. Nella gig economy domanda e offerta di lavoro si incontrano tramite piattaforme digitali. Liberi professionisti, consulenti, studenti, lavoratori part time, disoccupati, impiegati full time e chiunque voglia offrire un servizio ricercato da un privato o da un’azienda può entrare nella gig economy.